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Quando lo Champagne Dom Pérignon diventa Rosé, lo fa in nome dell’audacia: l’audacia di liberarsi dalle convenzioni dell’elaborazione dello Champagne, per spingersi oltre i limiti della creatività. Nato da questa volontà di osare, Dom Pérignon Rosé coglie il rosso del Pinot Noir, nel suo originale fulgore, e ne cattura la complessità in un assemblaggio temerario e risoluto.
| SKU | DPCHAR08COF |
| Produttore | Dom Perignon |
| Nazione | Francia |
| Regione | Champagne |
| Zona di produzione | Vallée de la Marne, comune di Epernay |
| Gradazione alcolica | 12.5% |
| Temperatura di servizio | 10/12 ° C |
| Affinamento | 144 mesi sui lieviti |
| Annata | 2008 |
| James Suckling | 96/100 |
| Antonio Galloni | 94/100 |
| Vitigni | Pinot Noir 57%, Chardonnay 43% |
Questo profilo fruttato declamato con forza e chiarezza, questa persistenza aromatica incredibilmente intensa, questa coerenza totale ampliano all’infinito il campo delle possibilità. Liberandosi dai canoni dello Champagne e reinterpretando le convenzioni, Dom Pérignon svela il millesimato 2008 con un assemblaggio temerario, costruito sui Pinot Noir dei vigneti “Chants de Linottes” a Hautvillers e “Vauzelles” ad Aÿ. Il profilo fruttato e la struttura che li caratterizzano evidenziano la precisione e il naturale fulgore dei vini con fisicità e gravità ancora maggiore. Qui, la ricerca dell’armonia, un elemento fondante della Maison Dom Pérignon, si costruisce su contrasti e opposizioni che talvolta rasentano la contraddizione.
Il bouquet si apre all’istante sul lampone e sulla fragola selvatica. Alla frutta, si uniscono in breve tempo, per poi affermarsi, note cipriate di iris e viola. Il naso vede infine emergere sfumature più verdi, che evocano ligustro, angelica e foglia di canfora.
Le prime sensazioni sono tattili, carnose e setose. Si aprono progressivamente, per poi consolidarsi. La trama acida, elemento distintivo del Millesimato, si avvolge nella struttura del Pinot, rivelando il cuore del vino. Il finale si afferma e persiste in un profumo di peonia e pepe bianco.
ABBINAMENTO: Rosé Vintage 2006 si sposa a una cucina semplice, modesta, pura, autentica, una cucina tradizionale dell’Europa del sud, originaria dell’Italia, Spagna o Francia. Il vino incarna infatti alla perfezione una texture ricca e morbida.

La storia di Dom Pérignon, champagne sinonimo di eleganza, lusso e prestigio, vede 2 protagonisti: il primo è l’abate Pierre Pérignon che, secondo la leggenda, inventò il metodo della rifermentazione in bottiglia (il cosiddetto metodo classico o méthode champenoise) nel XVII secolo nell’abbazia di Saint-Pierre d’Hautvillers, nei pressi di Épernay, Grand Cru della Vallé de la Marne.
Il secondo protagonista si chiama Robert-Jean De Vogüe, direttore di Moët et Chandon, che negli Anni ’30 del secolo scorso pensò per la prima volta di utilizzare solo le migliori riserve dal 1921 in poi, per creare una nuova e straordinaria cuvée, dedicata proprio al monaco benedettino.
Fu così che nel 1936 nacque ufficialmente il primo Champagne Dom Pérignon: l’obiettivo era quello di creare una cuvée de prestige che incarnasse l’eccellenza assoluta dello Champagne e che sapesse raccogliere la grande eredità dell’abbazia di Hautvillers, proprietà della famiglia Moët dal 1829.
A partire dal Vintage 2000 Dom Pérignon ha acquisito lo statuto di maison indipendente.
Lo Champagne Dom Pérignon viene prodotto solo in annate eccezionali dalle migliori uve provenienti esclusivamente da Grand Cru e, in minima parte, dal Premier Cru di Hautviller.
Lo chef de cave è Richard Geoffroy, inventore del Programma Oenothèque, poi ribattezzato P2/P3, che afferma: "Dobbiamo esprimere i nostri ideali, la nostra singolarità e lottare sempre per raggiungere l'assoluto. Per Dom Pérignon reinventarsi ogni anno è un imperativo continuo, in cui l'ispirazione gioca con il mistero".




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