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Dom Pérignon Vintage 2017 porta con sé un mistero intrinseco: una complessità, una duplice natura, come entrare nel vortice di una tempesta di energia. Tra opulenza e spigolosità, tra rotondità e linearità, concilia gli opposti. Presenta una tensione minerale, caratteristica iconica di Dom Pérignon, ma anche la generosità di una maturazione straordinaria, seppur domata ed equilibrata.
| SKU | DPCHA17 |
| Produttore | Dom Perignon |
| Nazione | Francia |
| Regione | Champagne |
| Zona di produzione | Vallée de la Marne, comune di Epernay |
| Gradazione alcolica | 12.5% |
| Temperatura di servizio | 8/10 ° C |
| Affinamento | Almeno 84 mesi sui lieviti |
| Annata | 2017 |
| Robert Parker | 95+/100 |
| James Suckling | 96/100 |
| Antonio Galloni | 98/100 |
| Consigliato da | Fabio Ravasio, Wine Selector di enotop |
| Vitigni | Pinot Noir, Chardonnay |
Dom Pérignon Vintage 2017 ha un carattere duplice che rapisce e incanta. Una seducente dualità.
Questa dualità trasporta in un mondo onirico di fragranze e sapori capaci di riconciliare gli opposti. Un sentore penetrante di petricore, insieme caldo e fresco. Il profumo di un fiore inebriante, il gelsomino. Il tocco complesso della scorza candita, al contempo vegetale e fruttato, morbido e granuloso. Dom Pérignon Vintage 2017 tocca come una sostanza in assenza di gravità, come la fluidità di una massa in movimento. Questo movimento è pulsante; ribolle, poi vortica. Il vino lascia l’impressione di un’esplosione di dolcezza. Di quei profumi serali, intensi e misteriosi, la cui scia ci porta lontano. Di quelle danze fluide e ritmiche che attraggono e coinvolgono. La seduzione.
ABBINAMENTO: Dom Pérignon Vintage 2017 evoca abbinamenti gastronomici audaci. Rivela inoltre una dimensione vegetale marina, arricchita da note golose e carnose. Un buon abbinamento potrebbe essere lo scampo arrostito, leggermente caramellato sul dorso e perlaceo, quasi crudo, sul ventre, accompagnato da spume abbondanti profumate ai fiori del Medio Oriente, esaltate dalla freschezza pungente dello zenzero.
La storia di Dom Pérignon, champagne sinonimo di eleganza, lusso e prestigio, vede 2 protagonisti: il primo è l’abate Pierre Pérignon che, secondo la leggenda, inventò il metodo della rifermentazione in bottiglia (il cosiddetto metodo classico o méthode champenoise) nel XVII secolo nell’abbazia di Saint-Pierre d’Hautvillers, nei pressi di Épernay, Grand Cru della Vallé de la Marne.
Il secondo protagonista si chiama Robert-Jean De Vogüe, direttore di Moët et Chandon, che negli Anni ’30 del secolo scorso pensò per la prima volta di utilizzare solo le migliori riserve dal 1921 in poi, per creare una nuova e straordinaria cuvée, dedicata proprio al monaco benedettino.
Fu così che nel 1936 nacque ufficialmente il primo Champagne Dom Pérignon: l’obiettivo era quello di creare una cuvée de prestige che incarnasse l’eccellenza assoluta dello Champagne e che sapesse raccogliere la grande eredità dell’abbazia di Hautvillers, proprietà della famiglia Moët dal 1829.
A partire dal Vintage 2000 Dom Pérignon ha acquisito lo statuto di maison indipendente.
Lo Champagne Dom Pérignon viene prodotto solo in annate eccezionali dalle migliori uve provenienti esclusivamente da Grand Cru e, in minima parte, dal Premier Cru di Hautviller.
Lo chef de cave è Richard Geoffroy, inventore del Programma Oenothèque, poi ribattezzato P2/P3, che afferma: "Dobbiamo esprimere i nostri ideali, la nostra singolarità e lottare sempre per raggiungere l'assoluto. Per Dom Pérignon reinventarsi ogni anno è un imperativo continuo, in cui l'ispirazione gioca con il mistero".




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