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Nuovo prodotto
Andamento stagionale-caratterizzato da precipitazioni scarse e dall’alternarsi di periodi più o meno lunghi con temperature al di sopra o al di sotto della media, ha influito direttamente sulle viti, che hanno alternato momenti di rapido sviluppo vegetativo ad altri di relativa quiescenza.
| SKU | BURBARMON06 |
| Produttore | Comm. G. B. Burlotto |
| Nazione | Italia |
| Regione | Piemonte |
| Denominazione | Barolo DOCG |
| Zona di produzione | Cuneo, comune di Verduno |
| Gradazione alcolica | 14% |
| Temperatura di servizio | 18/20 ° C |
| Affinamento | 30 mesi in botti di rovere da 35 hl |
| Annata | 2006 |
| Vitigni | Nebbiolo 100% |
Uno dei più entusiasmanti, convincenti Barolo 2006, un capolavoro di complessità e finezza aromatica, con quel naso inconfondibile che richiama un mazzetto odoroso fatto di rosmarino, origano, timo, alloro, liquirizia, addirittura di genziana e china, un naso caldo, suadente, molto fitto, carezzevole, bouquet che quando il vino ha qualche anno d’età acquisisce sfumature di tartufo, spezie, cioccolato e rosa passita. Ma poi che soavità, ricchezza, profondità sin dal primo ingresso in bocca, quale maestoso distendersi, con quel tannino vellutato e suadente, caldo, avvolgente, vero pilastro centrale del vino, sul palato, una materia prima importante, fittissima, potente, carnosa, che evoca l’idea di strati su strati di polvere di cacao e cioccolato, eppure freschissima, grazie ad un’acidità calibrata e viva, ad una verticalità che assicura una persistenza quasi infinita. Un vino meraviglioso, una quintessenza del Barolo di Verduno, la dimostrazione di quale grandezza possa raggiungere un Barolo tradizionale, grazie alle uve di un vigneto fuoriclasse e alla mano ispirata di viticoltori e vinificatori dotati di gusto e cultura, anche in un’annata contraddittoria, discussa, ma alla fine da ricordare come il 2006…
Ricordato da tutti come "il Commendatore", Giovan Battista Burlotto fondò nella seconda metà dell'800 la sua piccola azienda a Verduno, diventata negli anni una delle più prestigiose realtà di Langa. Ancora in giovanissima età, diede infatti vita a quest’azienda agricola, ospitata nella sua bella casa con annessa cappella privata, elaborando uve provenienti da vigneti collocati nelle posizioni più vocate (il Monvigliero a Verduno, Cannubi a Barolo), che progressivamente, persuaso che si potesse fare vino di qualità solo disponendo di uve di primario valore, aveva provveduto ad acquistare.
Il Commendatore, in un’epoca in cui in Langa si continuavano a commercializzare i vini in damigiane o addirittura in fusti, introdusse l’innovativa prassi di proporre i vini in bottiglia (con etichetta dove sul modello francese figurava la dizione Château): in tal modo ne facilitò la circolazione e favorì, anche attraverso la partecipazioni a concorsi ed esposizioni internazionali -dove puntualmente conquistava medaglie d’oro e attestati di merito- il raggiungimento di un’immagine e di uno status di produttore di eccellenza.
Sono ben 32 le medaglie, che compaiono ancora sulla facciata ottocentesca della casa che tuttora ospita l’azienda, conquistate da Torino a Milano a Parigi. Un palmarès di tutto rispetto di cui essere giustamente orgogliosi. Riconoscimenti, come lo status di “Fornitori della Real Casa” e di “Unici Provveditori della spedizione del Duca degli Abruzzi al Polo Nord” del 1899-1900, che confermano la posizione centrale di questa Cantina nel panorama produttivo del Barolo della seconda metà dell’Ottocento e di inizio Novecento.
Guidata oggi da Fabio Alessandria, figlio di Giuseppe e Marina, si sviluppa su circa 15 ettari, metà dei quali sono destinati a Nebbiolo (Monvigliero e Cannubi a Barolo), di stile fieramente tradizionale, con affinamenti in botte da 35 a 50 hl. Cru che si contendono il primato di interesse aziendale con il raro e inconfondibile Pelaverga, senza dimenticare le etichette prodotte con Barbera, Dolcetto, Sauvignon e Freisa.




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