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Monvigliero è il cru più importante di Verduno; da qui nascono Baroli dalle caratteristiche uniche, dotati di una sorprendente complessità olfattiva e da un grande potenziale di invecchiamento. Si tratta di un vino preciso, estremamente elegante e filante. Dopo molti anni di evoluzione potremmo scoprire tutti i segreti di questo vino, l’anima del Nebbiolo di Verduno.
| SKU | BURBARMON15 |
| Produttore | Comm. G. B. Burlotto |
| Nazione | Italia |
| Regione | Piemonte |
| Denominazione | Barolo DOCG |
| Zona di produzione | Cuneo, comune di Verduno |
| Gradazione alcolica | 14% |
| Temperatura di servizio | 18/20 ° C |
| Affinamento | 30 mesi in botti di rovere da 35 hl |
| Annata | 2015 |
| Gambero Rosso | 3 bicchieri |
| Antonio Galloni | 100/100 |
| Consigliato da | Fabio Ravasio, Wine Selector di enotop |
| Vitigni | Nebbiolo 100% |
Granato classico, grande complessità a livello olfattivo, intenso con profumi di confettura di fragoline di bosco, erbe mediche, salmastro, ferroso, liquirizia, aromi di china, fiori e buccia di agrume che lo rendono ammaliante. In bocca vince l’armonia, grande struttura, tannino fine ed elegante con una grande freschezza a bilanciare il tutto.
ABBINAMENTO: questo vino ha il suo naturale abbinamento con i grandi piatti della cucina Piemontese, brasati di manzo, cinghiale e cacciagione. Superbo con i patti arricchiti da tartufo bianco d’Alba. 


Ricordato da tutti come "il Commendatore", Giovan Battista Burlotto fondò nella seconda metà dell'800 la sua piccola azienda a Verduno, diventata negli anni una delle più prestigiose realtà di Langa. Ancora in giovanissima età, diede infatti vita a quest’azienda agricola, ospitata nella sua bella casa con annessa cappella privata, elaborando uve provenienti da vigneti collocati nelle posizioni più vocate (il Monvigliero a Verduno, Cannubi a Barolo), che progressivamente, persuaso che si potesse fare vino di qualità solo disponendo di uve di primario valore, aveva provveduto ad acquistare.
Il Commendatore, in un’epoca in cui in Langa si continuavano a commercializzare i vini in damigiane o addirittura in fusti, introdusse l’innovativa prassi di proporre i vini in bottiglia (con etichetta dove sul modello francese figurava la dizione Château): in tal modo ne facilitò la circolazione e favorì, anche attraverso la partecipazioni a concorsi ed esposizioni internazionali -dove puntualmente conquistava medaglie d’oro e attestati di merito- il raggiungimento di un’immagine e di uno status di produttore di eccellenza.
Sono ben 32 le medaglie, che compaiono ancora sulla facciata ottocentesca della casa che tuttora ospita l’azienda, conquistate da Torino a Milano a Parigi. Un palmarès di tutto rispetto di cui essere giustamente orgogliosi. Riconoscimenti, come lo status di “Fornitori della Real Casa” e di “Unici Provveditori della spedizione del Duca degli Abruzzi al Polo Nord” del 1899-1900, che confermano la posizione centrale di questa Cantina nel panorama produttivo del Barolo della seconda metà dell’Ottocento e di inizio Novecento.
Guidata oggi da Fabio Alessandria, figlio di Giuseppe e Marina, si sviluppa su circa 15 ettari, metà dei quali sono destinati a Nebbiolo (Monvigliero e Cannubi a Barolo), di stile fieramente tradizionale, con affinamenti in botte da 35 a 50 hl. Cru che si contendono il primato di interesse aziendale con il raro e inconfondibile Pelaverga, senza dimenticare le etichette prodotte con Barbera, Dolcetto, Sauvignon e Freisa.




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