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Vigna Poggiarso è la Gran Selezione che affianca Vigna Casi solo nelle annate più vocate, ottenuto da Sangiovese in purezza, del vigneto di Poggiarso. Un vino vibrante versione liquida del vigneto da cui nasce, abbarbicato su una collina che sfiora i 560 metri sul livello del mare e ricco di roccia.
| SKU | BOLMELPOG |
| Produttore | Castello di Meleto |
| Nazione | Italia |
| Regione | Toscana |
| Denominazione | Chianti Classico DOCG |
| Zona di produzione | Siena, comune di Gaiole in Chianti |
| Gradazione alcolica | 14% |
| Temperatura di servizio | 18 ° C |
| Affinamento | 27 mesi in botte di rovere francese da 50 hl |
| Annata | 2020 |
| Gambero Rosso | 3 bicchieri |
| Robert Parker | 94/100 |
| James Suckling | 95/100 |
| Vitigni | Sangiovese 100% |
Nel calice si muove sinuoso, color rosso porpora brillante con riflessi tendenti al granato. Il bouquet è elegante, apre con le classiche note di piccoli frutti rossi selvatici, marasca, ribes nero, mora di gelso, per poi fondersi con sfumature di erbe aromatiche come rosmarino e lentisco. Aspettandolo nel bicchiere ci regala anche note minerali e chiudendo gli occhi rivediamo il vigneto roccioso di Poggiarso. Il sorso è snello grazie alla freschezza, tannini setosi e il passaggio in legno è sapientemente dosato. Il retrogusto ci rimanda subito al naso, discretamente persistente con una piacevole chiusura di liquirizia.
ABBINAMENTO: grazie alla sua freschezza è perfetto per accompagnare piatti di carne della tradizione toscana, come la bistecca alla fiorentina o la rosticciana, perfetto anche con i pecorini di media stagionatura.


Castello di Meleto si trova nel cuore del Chianti Classico. Ad attraversare le sue terre è il torrente Massellone, un tempo chiamato Clante, dal cui nome pare derivi quello della denominazione. I terreni aziendali raggiungono i 600 m slm, con altimetria media tra i 350 e i 450 metri, caratteristica che determina forti escursioni termiche tra giorno e notte, ideali per lo sviluppo degli aromi ed il mantenimento della freschezza.
Protagonista assoluto è il vitigno Sangiovese, simbolo del Chianti Classico che, nelle singole sottozone, dà espressioni diverse. Accanto a esso, trovano spazio anche altri autoctoni come la Malvasia Nera, il Canaiolo e il Vermentino insieme a varietà internazionali come il Merlot. A Meleto grazie all’estensione della proprietà e alla lunga storia della viticoltura, sono stati selezionati i terreni più vocati, divisi in cinque macrozone, diversi per clima, pendenze, esposizione, composizione dei suoli ed altimetria: Meleto, San Piero, Poggiarso, Moci e Casi.
Castello di Meleto vinifica esclusivamente le uve di proprietà, vendemmiate per il 70% manualmente. Una scelta, quest’ultima, dettata da due fattori: le pendenze dei terreni che raggiungono talvolta valori estremi e la volontà di selezionare il meglio della produzione.
Potendo contare su un’estensione di ben 160 ettari vitati, infatti, solo le uve migliori vengono selezionate per dare origine ai vini firmati Castello di Meleto. I grappoli destinati ai vini bandiera sono sottoposti a una doppia selezione: la prima in vigneto al momento della raccolta, la seconda sul tavolo di cernita, dove ogni grappolo viene controllato manualmente da operatori esperti. Una scelta che segue la volontà di rispettare il lavoro fatto in vigna e intervenire minimamente in cantina.
Le uve perfettamente sane permettono di ridurre l’uso di anidride solforosa così come di utilizzare, per le produzioni del Vigna Casi e del Camboi, le fermentazioni spontanee, innescate, cioè, dai lieviti autoctoni presenti sulle uve. Si ottengono così vini di maggiore tipicità, davvero unici.



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